Sformato per riutilizzare cavolfiore, patate e carote

Sformato per riutilizzare cavolfiore, patate e carote

Sformato per riutilizzare le foglie di cavolfiore, patate e carote

Piatto unico, secondo o antipasto? Lo sformato può avere diverse forme: dategli quella che volete, ma ricordate che questa pietanza si presta benissimo a ridare​ nuova vita agli avanzi in cucina​! 

Oggi vogliamo farlo con gli ingredienti che ogni giorno trovate nel nostro banco di frutta e verdura, e con gli amici di Myfoody, gli esperti in cucina quando si tratta di ​ridurre gli sprechi alimentari​. Pronti a realizzare uno​ sformato con foglie di cavolfiore, patate e carote​?  

Parliamo di cavolfiori, o meglio di foglie, prima di passare in rassegna gli altri ingredienti.  Ma voi le avete mai mangiate le foglie?! Le foglie molto spesso​ sono considerate parti di scarto di frutta e verdura, ma non lo sono perché nella maggior parte dei casi ​sono le parti più cariche di vitamine​, e con l’arrivo dell’inverno ci serve una scorta a costo zero di proprietà benefiche per affrontare i malanni di stagione.  Se avete già provato a cucinare le foglie e non vi sono piaciute perché troppo dure, non dovete disperare: l’unico errore è quello di averle cucinate insieme alle infiorescenze.  Sono parti differenti e non parti di scarto, ​quindi hanno solo tempi di cottura diversi!  

Come si cucinano? Semplicissimo! Vanno saltate in padella (stesso procedimento che utilizzate con spinaci) condite con un po’ di olio extravergine d’oliva, un po’ di peperoncino o succo di limone. I nonni dell’Italia Meridionale le preparavano così perché​ in passato non esistevano sprechi​, quindi che ne dite di seguire la moda vintage anche in cucina?  In cucina non si spreca mai!​ 

Ingredienti

Passiamo agli ingredienti ora, perché se avete trovato questa ricetta prima della vostra spesa in un punto vendita Lidl potrete aggiungerli alla lista! 

Ingredienti per 6 persone​:

  • 4 patate medie
  • 2 belle carote
  • dieci foglie di cavolfiore​, ​l’infiorescenza potete usarla per la pasta di domani!
  • 1/2 cipolla
  • 2 uova
  • 6 cucchiai di parmigiano grattugiato 
  • erbe aromatiche a scelta (timo e maggiorana per esempio)
  • sale, pepe e olio quanto basta
  • pangrattato (l’avete realizzato dal pane secco che avete in credenza, vero?)

Procedimento

Lavate le patate, pulite le carote e​ non buttate la buccia perché potrete realizzare una ricetta a spreco zero che vi servirà per dare un tocco di colore e a spreco zero alle vostre insalate.  Prendete le foglie e tenete da parte le infiorescenze perché vi serviranno per la pasta di domani. Lavate le foglie avendo premura di eliminare solo le parti più dure delle coste centrali e lessatele. Tritate la cipolla e soffriggete con poco olio perché questo passaggio vi servirà solo per insaporire le verdure lessate. 

Preparate la vostra teglia con un filo di olio, cospargetela di pangrattato e grattugiate il parmigiano. Quando le vostre foglie saranno lessate, tritatele con un coltello e passate le patate e le carote nello schiacciapatate. A questo punto potrete unire le foglie di cavolfiore, patate e carote con gli ingredienti restanti: uova, parmigiano, erbette che avete scelto e qualche cucchiaio di olio, sale e pepe. Mescolate e assaggiate. Vi piace il gusto? Se la risposta è ​Sì ​ riponete il composto nella teglia che avete precedentemente preparato e livellate il composto. Se la risposta è ​No ​salate, aggiungete altre spezie o del parmigiano. 
Per rendere il vostro sformato bello, oltre che buono, prendete una forchetta e tracciate delle righe in orizzontale e verticale, come se fosse un tessuto: quello scozzese va di moda anche in cucina!

Cospargete con del pangrattato e un filo d’olio et voilà! Infornate e lasciate cuocere a 180° per circa 50 minuti. Quando la superficie diventerà dorata il vostro sformato o gateau, flan, soufflé (i nomi per questa ricetta del riciclo sono davvero tanti) sarà pronto e non sarà di certo un pasticcio, se non di nome, un altro! 
Avete preparato uno sformato troppo grande? Meglio! ​Questo piatto è buonissimo il giorno dopo​! Potremmo dire che con “il senno di poi” questo riuso delle foglie dei cavolfiori è ancora più gradito, non solo per l’ambiente ma anche per il palato

Cavolfiore: se lo conosci non sbagli mai

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Perché​ ​acquistare cavolfiori in questo periodo? ​Perché sono​ di stagione e l’Italia è al quarto posto mondiale nella produzione di questo ortaggio. Quando si suol dire “prendere due piccioni con una fava!” Ma come riconoscere un buon cavolfiore? Vista​: se nel banco frutta lo vedete bianchissimo sarà anche freschissimo.  
Tatto​: dovrà essere sodo e compatto, fate attenzione alle infiorescenze: dovranno essere chiuse e aderenti al torsolo. E le foglie? Ricordate che si mangiano e non si sprecano, quindi anche il vestito verde dovrà essere di un colore vivido.  

Se siete già stati in palestra per l’allenamento cardio e pesi non acquistate il cavolfiore. Quando è in forma​ può arrivare a pesare anche fino a 1,5 kg!  
Piccolo ​tip per lavarlo al meglio​: prima di cucinarlo lasciatelo in acqua fredda così da eliminare insetti o sabbia: le cimette sono sode nel cavolfiore fresco, quindi potrebbe nascondersi qualche ospite indesiderato. Ora sapete davvero tutto di questo ortaggio per affrontare le fredde giornate in arrivo e anche l'influenza

La natura consiglia​: 2-3 cucchiai di succo di cavolfiore ottenuto con la centrifuga, con aggiunta di acqua e miele!